PRESENTAZIONE DELL’ICONA DELLA “VERGINE ODIGHITRIA”
La nostra Icona è di scuola cretese e risale alla seconda metà del XV secolo: ha quindi più di 500 anni; i suoi colori e la sua conservazione sono però ottimi.
In questa icona troviamo scritto in alto a sinistra l’abbreviazione della parole greche “MP” che sta per mater, madre, e a destra “QV”, abbreviazione di Theou, cioè di Dio: Madre di Dio. È il titolo di Maria, la Madre del Signore. La divinità del Figlio è precisata dal suo titolo che compare sulla parte destra, sopra la sua persona: IC - XC; cioè Jesoùs Kristòs, Gesù Cristo. Solitamente nell’aureola di Cristo, che reca spesso inscritta una croce tratteggiata, compare anche l’iscrizione “o on”, cioè “colui che è” per indicare la preesistenza di Gesù, la sua origine eterna. Nella nostra icona queste parole sono sostituite da piccoli cerchi che contenevano delle perle, ornamento della corona regale che era stata posta sopra il Figlio come sulla Madre.
Con una mano la Madre indica il Figlio: Egli è la via, per questo l’icona è chiamata “Odighìtria” cioè “colei che indica la via”. Maria mostra il Figlio che è la personificazione della via, la realizzazione piena della Legge (egli tiene con una mano il rotolo del libro della Scrittura e con l’altra benedice). La mano affusolata e allungata esprime tutta la sua persona totalmente rivolta verso la Verità. L’Odighìtria mostra all’umanità Gesù Via, Verità e Vita.
Per effetto della prospettiva inversa, che ha il suo punto di fuga nello spettatore, l’immagine sembra uscire incontro a chi la guarda: lo spettatore viene invaso dall’immagine stessa. E nell’icona ci viene incontro una bellezza più che umana.
Anche in questa immagine Maria non ha nulla di terreno e di sensuale: il suo corpo è ricoperto da ampie vesti, il capo dal velo abituale per le donne orientali che coprono i capelli come segno di modestia. Quello che ci colpisce subito è il volto che, come in tutte le icone, è caratterizzato da labbra piccole, occhi grandi, naso allungato: segni tutti di profondità spirituale, di raccolta contemplazione, di bontà. La bellezza che ci raggiunge è quella dell’amore materno, riflesso dell’eterno Amore di Dio. Nelle icone Maria non compare mai da sola: ella è sempre raffigurata o con il Figlio o in riferimento a Lui. Lo sguardo di Maria sembra invocare amore per Cristo, come una madre chiede comprensione per il figlio.
La prima persona umana che beneficia della salvezza è Maria: lei è la prima dei salvati, la “somigliantissima” a Dio, la prima santa. Ogni icona, e quindi anche ogni icona mariana, è un ritratto spirituale del santo, dell’uomo che ha ricostruito la sua somiglianza con Dio.
Sul velo compaiono tre stelle, rispettivamente sopra la fronte e sulle due spalle, che dicono in linguaggio simbolico che ella fu Vergine prima, durante e dopo il parto. La fede nella verginità di Maria è raffigurata da queste stelle: un’icona mariana che non le avesse, sarebbe ritenuta eretica per i canoni iconici.
Il bambino che ha in braccio non ha il visetto di un infante, ma il volto serio e maturo di una persona adulta: Egli è l’Eterno! Infatti, è raffigurato con una vesta dorata segno della sua divinità e con la stola sacerdotale che lo mostra Pontefice assoluto e unico per il genere umano “in nessun altro c’è salvezza”. Anche la posizione eretta del piccolo lo mostra come se fosse in trono: Cristo è il re e il suo trono è la Madre.
Sia la Madre che il Figlio sono raffigurati con il collo e la fronte gonfi: per le icone bizantine questo è il segno della presenza dello Spirito Santo. Maria esultò nello Spirito dopo essere stata adombrata da Lui: in Lei lo Spirito Santo operò le meraviglie del Creatore. Cristo è ripieno di Spirito quando esulta: nello Spirito vive il suo legame con il Padre.
Agli angoli superiori dell’icona si vedono due angeli adoranti: anch’essi hanno la piccola iscrizione che li definisce. Sono l’arcangelo Michele e l’arcangelo Gabriele: i due angeli che presiedono ai grandi eventi della storia della salvezza. Essi hanno le mani coperte in segno di venerazione e sono un ulteriore segno della presenza del cielo sulla terra.
Pubblicato su: 2005-10-11 (1828 letture)