STORIA DELLA BASILICA
La costruzione della chiesa fu iniziata nel 1468 e consegnata ai domenicani, in base al testamento del marchese Taddeo d'Este che aveva desiderato un edificio simile, nella forma e nelle misure, alla chiesa di S. Maria delle Carceri, nel caso di morte prematura del figlio Bertoldo II d'Este.
La chiesa fu consacrata il 2 febbraio 1479 dal vescovo domenicano Scutari Francesco Xanti: in tale occasione ricevette il titolo di "S. Maria delle Grazie" e per la prima volta venne posta sull'altare maggiore l'icona della Vergine, che si considerava "proveniente dalla Città di Costantinopoli".
Nel 1716 i Domenicani di Este decisero la costruzione di una nuova chiesa più ampia e diversamente orientata. Diedero inizio ai lavori col la posa della prima pietra il 7 agosto 1717. Il 6 febbraio del 1729 l'icona mariana fu trasferita nel nuovo edificio.
Nel 1736 venne completata la chiesa e nello stesso anno venne demolita l'antica costruzione, con la successiva scoperta dell'affresco quattrocentesco della Pietà.
Nel 1770 la Repubblica Veneta soppresse il Convento dei Domenicani e donò la chiesa alla Parrocchia di S. Martino che trasferì qui la sua sede il 1 giugno del 1771 assumendo il titolo di S. Maria delle Grazie e venne eletto il primo parroco Di. Rizzi.
Nell'ottocento, tra il 1827 e il 1831 fu edificato il nuovo campanile e la cupola, che venne terminata nel 1889. A riconoscimento del prestigio del Santuario Mariano, Pio XI onorò la chiesa elevandola a Basilica il 23 gennaio 1924, mentre l'incoronazione solenne dell'immagine fu celebrata il 17 maggio dell'anno giubilare 1925 dal patriarca di Venezia Pietro La Fontaine.
DESCRIZIONE DELLA BASILICA

Provenendo da oriente ed avendo oltrepassato il breve ponte delle Grazie la chiesa si presenta sulla sinistra con l'austera ed alta more di una nuda facciata a regolari corsi di mattoni rientranti e sporgenti. La facciata della basilica si presenta spoglia non essendo stato completato il rivestimento. La mole alta e austera si apre all'interno in una grande aula ricca e maestosa, illuminata dall'abbondante luce che filtra dalle vetrate colorate.
Ai lati si aprono le cappelle con gli altari di architettura barocca. Il complesso architettonico si può accostare al modello palladiano della basilica veneziana del Redentore.
Sul lato destro, nella Cappella della Pietà (con l'altare del 1748 e due statue seicentesche di Bernardo Falconi) si venera un immagine della Vergine che tiene in grembo il corpo esanime del Cristo, affresco del tardo quattrocentesco appartenente all'antica chiesa demolita.
Seguono: l'altare di S. Bovo con pala di Francesco Bossi estense (1799), la Cappella di S. Teresa del Bambino Gesù (1948), l'altare di S. Antonio, S. Tommaso e S. Caterina da Siena, con pregevole dipinto di Antonio Zanchi (1693), la Cappella del Sangue Prezioso, l'altare di S. Sebastiano con pala di Alberto Calvetti (primi del settecento). Nella grande abside laterale si trova l'altare della Madonna del Rosario (di Giovanni Cariboul, 1694) con statua lignea policroma seicentesca, rinnovata nel Settecento.
Sul lato sinistro, troviamo, l'altare di S. Vincenzo Ferrari con pala del veronese Angelo Da Campo (1776); l'altare di S. Domenico e S. Pietro martire con pala (1882) di Gaspare Diedo veneziano; l'altare di S. Apollonia con dipinto di Fabio Girardi veneziano (1882). nell'abside laterale sinistra è collocato l'altare del Santissimo Sacramento (1731) con le statue di S. Tommaso e S. Giacinto di Antonio Bonazza (1743), e pala del Crocifisso dei primi del Settecento.
L'area presbiteriale e l'ambulacro costituiscono il centro spirituale della Basilica. L'icona della Vergine delle Grazie è racchiusa in una fastosa composizione barocca eseguita tra il 1692 e il 1696, con statue della Beata Osanna da Mantova e di S. Caterina da Siena, attribuite ad Arrigo Meyring.
L'altare Maggiore è opera recente (1950), disegnato da A. Riccoboni: sopra la mensa l'Annunciazione in bronzo di Ulderico Conti e sui lati rilievi di Aurelio Mistruzzi. Le 15 sculture che ornano le nicchie della navata sono di Pietro Zandomeneghi e di Valentino Besarel, realizzate tra il 1856 e il 1870. La decorazione delle pareti (in origine si presentavano in marmorino bianco), è dovuta in parte a Giuseppe De Lorenzi (1860) e soprattutto a Giambattista Baldi e figlio Carlo (cupola nel 1889, pareti e volta nel 1900 e 1904).
La Chiesa minore: San Martino in Este (XI secolo)
Notizie storiche sulla Chiesa

Benché non se ne conosca l’esatta datazione, certamente la primitiva costruzione della Chiesa di San Martino risale a molti anni prima del mille; ciò è testimoniato in tabula absentiae dalla mancanza di documentazione coeva.
Un’antichissima annotazione trascritta in un vecchio codice dell’Archivio della Magnifica Comunità, citata dal Franceschetti, afferma "a Longobardis Ecclesia divi Martini constructa fuit".
Il campanile pendente, rimasto pressoché inalterato nel suo puro stile romanico, è alto 23,90 metri dal suolo attuale e pende fin dal ’400 a settentrione di cm 164 e ad oriente di cm 38. La chiesa, nel corso della sua lunga storia, fu più volte ampliata e rimaneggiata, soprattutto nel secoli XIII, XVII, XIX e XX.
L’interno è a pianta basilicale con tre navate sparate da colonne di cotto intonacato. Il tetto è a capriate lignee.
L’orientamento volto verso levante e il pavimento più basso rispetto al piano esterno testimoniano ulteriormente l’antichità della costruzione. Il rifacimento del pavimento in cotto fiorentino è stato eseguito nel 1995, dopo l’approntamento delle tubature per l’impianto di riscaldamento.
Il presbiterio a pianta quadrata termina in alto in una cupola emisferica decorata in azzurro e a stelle dorate. Sulla parete in fondo sono stati rinvenuti piedi di affreschi. Le due finestre sono protette da invetriate con gli stemmi colorati del Comune di Este e della proprietà della parrocchia delle Grazie, restaurate alcuni anni fa a cura della sezione di Este di Italia Nostra.
Al centro del presbiterio è collocato l’altare maggiore di marmi policromi con il tabernacolo centrale elevato a ciborio e con due interessanti sculture di marmo bianco eseguite dal Antonio Bonazza tra il 1741 e il 1743. L’opera è in stile barocco, ma ciò non crea un’accentuata disarmonia con il complesso. Questo altare e l’altare del Crocifisso, detto "Rota", che si trova tra il campanile e la porta laterale, sono stati restaurati nel giugno del 1998 a cura della sezione di Este del Rotary Club. Nel 2000 sono stati inaugurati anche l’altare di sant’Anna e l’altare di S.Gaetano Thiene, restaurati grazie al contributo della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Particolarmente interessante è la cappella di San Lorenzo, jus patronato dal 1600 della nobile famiglia Fracanzani, con un antico affresco del ’300, dai colori ben conservati, che rappresenta "Gesù in croce tra Maria e Giovanni".
Originariamente la chiesa era annessa ad un convento femminile. In seguito divenne cappella figliale della principale chiesa del Duomo di Santa Tecla, fino a quando, nel 1771, fu istituita sede parrocchiale autonoma prima della vicina basilica di S.Maria delle Grazie. Ora questo monumento, il più antico edificio sacro e unico esempio di Romanico in Este, abbisogna di interventi di restauro, ai quali non può provvedere la sola parrocchia di S.Maria delle Grazie che attualmente ne è proprietaria.
Fonti per la chiesa minore di San Martino: http://spazioinwind.libero.it/italianostraeste/sanmartino/index.htmPubblicato su: 2005-10-11 (4565 letture)