Dettagli storico artistici
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Dettagli storico artistici della chiesa

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All’entrata, nonostante i 65 metri di lunghezza della navata, immediatamente si è attratti dall’abside centrale che accoglie l’icona bizantina, sempre ben illuminata e che spicca al centro dell’ambulacro, sormontata dalla splendida conchiglia. Mentre si procede si intuisce la presenza dell’altissima e ampia cupola che con le grandi finestre illumina il centro del transetto.

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L’altare maggiore, simbolo del Cristo stesso,  dove ogni giorno si celebra la Santa Messa, è il luogo attorno al quale  si raduna la comunità cristiana, per celebrare il memoriale della Morte e Risurrezione di Gesù. L’attuale altare, del 1950, ci   parla di colei che per prima ha creduto e accolto il progetto di Dio accettando di diventare la madre del Salvatore.  Questo celebrano le due gradi statue in bronzo: da una parte l’arcangelo Gabriele e dall’altro Maria nel momento in cui riceve l’annuncio; sotto  le formelle, sempre di bronzo, raccontano la storia della vita di Maria e culminano nell’ovale centrale raffigurante la nascita di Gesù.

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Sul retro chiude  l’imponente coro ligneo in noce massiccio dei primi decenni del 1700 in noce massiccio: ha gli scranni  con i braccioli decorati a figure fantastiche uno diverso dall’altro, mentre alla sommità innumerevoli statuine sempre in legno, che rappresentano, principalmente, santi e beati legati all’Ordine Domenicano.

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Subito sopra alle statue, nelle vele prima della grande cupola, gli affreschi con i quattro Evangelisti ritratti con i simboli secondo una antichissima iconografia; Matteo con un uomo, Marco con il Leone, Luca con il bue e Giovanni con l’aquila .
Dio, presente nel Vangelo, si rende concreto nella vita di ciascuno attraverso i nostri sensi: la vista, (oltre alle varie iconografie degli Evangelisti spesso anche il Vangelo è ben illustrato e le figure sono state il primo mezzo di comunicazione dell’uomo); il tatto, ( prendere in mano la Bibbia, sfogliarla sfiorare le pagine, le parole…); l’udito, (l’ascolto della Parola di Dio durante la Messa o in altre Liturgie); l’olfatto ( come tutte le cose che ci appartengono hanno un odore, così anche il libro della Bibbia che abbiamo in casa ha un suo profumo … ); il gusto della mente (la gioia e la serenità che si prova quando si vedono queste immagini o si leggono questi testi).

San Matteo

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San Marco

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San Luca

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San Giovanni

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La navata

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Quando si torna nella navata e si fa scorrere lo sguardo verso l’alto si rimane colpiti dalla grandiosa e minuziosa opera pittorica presente in ogni parte del soffitto e delle pareti. Quasi tutti gli affreschi furono eseguiti da Giambattista Baldi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento trasformando le pareti bianche della Basilica in un intenso e continuo ricamo dove i colori pastello, bruno e oro si alternano in grande armonia senza interferire con le parti figurative.
Spicca al centro del soffitto della navata, l’affresco dell’Incoronazione di Maria. Maria al centro su un trono di nubi, sopra la sua testa Dio Padre e il Figlio reggono la corona, mentre lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, è al di sopra di tutti.

San Leone Magno

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Sant’Ambrogio

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Sant’Agostino

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San Girolamo

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Il soffitto a volta è illuminato da grandi finestre a mezzaluna tutte chiuse da suggestive vetrate, policromi e molto pregiate,  opere dei primi decenni del Novecento. Alle grandi finestre , si alternano  delle vele rovesciate, finemente affrescate e con al centro una forma ovale con i Padri della chiesa.

Giustizia

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Fortezza

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Temperanza

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Prudenza

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Ai quattro angoli le figure allegoriche rappresentanti le virtù cardinali Giustizia, Fortezza, Temperanza, Prudenza di Giambattista Baldi (1904).

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Se giriamo lo sguardo verso l’uscita e guardiamo in alto la nostra attenzione è presa dalla grande tela, opera di Nicola Grassi risalente alla metà circa del 1700, che rappresenta la consegna dell’icona ai Padri Domenicani.
Il contenuto del quadro, anche se non ha correlazioni storiche esatte, ben sintetizza la storia dell’inizio della chiesa.
Nel dipinto infatti sono presenti il doge di Venezia, i procuratori del Senato Veneto che gestirono, nei vari aspetti, la volontà di Taddeo d’Este in merito alla costruzione della chiesa e del convento annesso e i Padri Domenicani che ricevono dalle mani del doge stesso, la grande icona.

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Altari e dettagli artistici

Continua la lettura sui dettagli storici con la seconda pagina dedicata agli altari e agli altri dettagli artistici.