Bollettino del 12 febbraio 2017

Bollettino del 12 febbraio 2017

By In Bollettino On 13 febbraio 2017


Sesta domenica del Tempo Ordinario
12 febbraio 2017 – (II settimana del Salterio)

Letture:
Siracide 15,15-20;
Salmo 118;
1 Corinti 2,6-10;
Matteo 5,17-37

COLLETTA
O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuova fondata sull’amore, fa’ che il popolo cristiano, radunato per offrirti il sacrificio perfetto, sia coerente con le esigenze del Vangelo, e diventi per ogni uomo segno di riconciliazione e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

È nel cuore che si decide l’atteggiamento più vero e più radicale dell’uomo, è lì che bisogna portare l’attenzione e la scelta: questa è la superiore esigenza della legge, il «di più» con cui Cristo la porta a compimento e a perfezione. Non basta non uccidere, bisogna non adirarsi, arrabbiarsi, insultare, pensare male degli altri. Non basta non commettere adulterio, bisogna non desiderare la donna degli altri, anche solo nel cuore. Non basta erigere monumenti ai profeti, bisogna non farli tacere uccidendoli. Non basta dire: «Signore, Signore», ma bisogna «fare la volontà del Padre che è nei cieli», cioè sforzarsi sempre di cambiare la nostra vita per conformarla al vangelo di Gesù. Non basta dire parole senza fine nella preghiera, bisogna aver fede nella bontà di Dio e conformarsi alla sua volontà. Non basta il sacrificio, non serve a niente l’atto di culto e l’osservanza dei precetti minori se non si pongono al primo posto nella propria vita morale la giustizia, la misericordia e la fede.

Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2017-2018

Cari studenti e cari genitori, in occasione dell’iscrizione al prossimo anno scolastico, siete chiamati anche a scegliere se avvalervi o non avvalervi dell’insegnamento della religione cattolica. Da più di trent’anni si ripete questa richiesta che consente di mantenere o di escludere una parte significativa del curricolo di studio. È infatti ben chiaro a tutti che questa scelta non è una dichiarazione di appartenenza ad una religione, né è un modo per influenzare la coscienza di qualcuno, ma vuole esprimere solo la richiesta alla scuola di voler essere istruiti anche su quei contenuti religiosi previsti dalle Indicazioni didattiche e che costituiscono una chiave di lettura fondamentale della realtà in cui noi tutti oggi viviamo. Papa Francesco ripete spesso che stiamo vivendo non solo un’epoca di cambiamenti e trasformazioni, ma proprio un “cambiamento di epoca” e anche la società italiana può ormai definirsi plurale e multiculturale, ma la storia da cui veniamo è un dato immodificabile e le tracce che in essa ha lasciato e continua ad offrire la Chiesa cattolica costituiscono un contributo alla crescita della società di tutti.
In queste settimane, poi, è stato pubblicato il volume Una disciplina alla prova. Quarta indagine nazionale sull’insegnamento della religione nella scuola italiana a trent’anni dalla revisione del Concordato, che presenta la situazione dell’IRC a partire dalle risposte a dei questionari fornite da circa 3.000 insegnanti e da oltre 20.000 studenti. Il volto attuale dell’IRC è assai diverso da quello delineato dalla situazione sociale e culturale dell’Italia del 1985, quando fu firmata la Prima Intesa sull’IRC dopo la Revisione del Concordato. L’indagine si colloca, infatti, a trent’anni da quel nuovo modo di insegnare la religione cattolica e misura quanto si sia realizzato il dettato concordatario di collocare questa disciplina “nel quadro delle finalità della scuola”.
La “prova” di cui parla il titolo del volume, infatti, è quella della scolarizzazione della disciplina, cioè della compatibilità dell’IRC con finalità e metodi della scuola, e gli autori della ricerca ritengono che si tratti di una prova superata in maniera egregia. All’epoca della firma del nuovo Concordato pochi avrebbero scommesso sulla tenuta di questo insegnamento, che oggi invece mostra di essere ancora vitale, con un tasso di adesione globale di poco inferiore al 90% di tutti gli studenti italiani.
La ricerca ha anche verificato il sapere religioso degli studenti, rilevando che le cose vanno meno peggio di quanto si possa immaginare: le conoscenze bibliche, almeno sui contenuti fondamentali, sono buone; la consapevolezza etica degli studenti cresce col crescere dell’età; alcune conoscenze sulle altre religioni appaiono discrete.
Vi invitiamo, perciò, a compiere questa vostra scelta non solo a partire dalle vostre posizioni religiose e dalla consapevolezza del valore dell’IRC, ma anche e soprattutto sulla base di una reale conoscenza dei contenuti propri di questa disciplina scolastica.
Avvalersi delle opportunità offerte dall’insegnamento della religione cattolica a scuola permette inoltre di trovare negli insegnanti delle persone professionalmente molto qualificate, ma anche testimoni credibili di un impegno educativo autentico, pronti a cogliere gli interrogativi più sinceri di ogni persona e ad accompagnare ciascuno nel suo personale ed autonomo percorso di crescita.
Ci auguriamo che possiate cogliere con generosità questa occasione di crescita.
Roma, 23 gennaio 2017
La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana

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