100° anniversario della morte del Servo di Dio GUIDO NEGRI
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100° anniversario della morte del Servo di Dio GUIDO NEGRI

By In News On 20 giugno 2016


100° anniversario della morte del Servo di Dio GUIDO NEGRI

Guido Negri 27 giugno 1916 – 2016

  • Domenica 26 giugno, ore 11.00, in Duomo di Santa Tecla
    Santa Messa presieduta da don Enrico Piccolo, assistente diocesano dell’Azione Cattolica
  • Lunedì 27 giugno, Pellegrinaggio al Monte Colombara (Asiago), luogo della morte di Guido: alle ore 11.00 S. Messa al cippo commemorativo.
    Chi è intenzionato a partecipare e/o pranzare assieme lo comunichi alla parrocchia del Duomo.
    Partenza dal Duomo alle ore 7.00

In costruzione il sito web sul centenario, per visitare il sito collegatevi a www.guidonegri.it

DAGLI SCRITTI DI GUIDO NEGRI

Dalla relazione al Congresso della Gioventù cattolica a Padova, maggio 1912
La formazione del giovane cattolico
Ecco dove noi riceviamo le prime energie: dal Signore stesso. Il Cenacolo fu la prima Chiesa, il cui centro divino era Gesù con il Pane vivo. Quel Pane formò gli apostoli, i martiri, i santi; nutriva i combattenti delle catacombe, come nutrirà noi nelle nostre chiese e nei nostri granai quando ci rubassero le chiese. Ma, come allora, deve sostenerci ogni giorno, perché ogni giorno dura la battaglia e cede la nostra debolezza; perché la nostra fede e l’amore e la ragione stessa e la paura del peccato ci premono al Dio che si dà e solo desidera il nostro abbraccio; perché così ci raccomanda Pio X; e ciò basta per noi.
La nostra opera nel mondo è di perfezione e non di rivoluzione; ed il nostro programma reca prima di tutto la preghiera; e la Comunione è la preghiera per eccellenza, essendo la fusione con il Datore di ogni grazia e il nostro vero perfezionamento. Assidui alla Comunione, lo saremo naturalmente alla Penitenza (Confessione); e quindi avremo in noi il supremo magistero: Gesù e il Sacerdote.
Tutto ciò che abbiamo di cattivo o non di proprio buono, sarà riparato; e quanto non può ottenere la nostra azione, otterrà la nostra preghiera. Al Tabernacolo non giungono le minacce del persecutore, ma di lassù, anche da noi pieni del Sacramento, irraggia una potenza capace di vincere il nemico stesso (il male).
Nella Comunione noi impareremo Gesù, sentiremo la maternità di Maria, l’amore fraterno e la sublime provvidenza del Papa, il quale è Gesù che rimane tra noi, il “dolce Cristo in terra” come diceva Santa Caterina da Siena.

Ciò che sorprende in Guido Negri è la lucida coscienza che egli ha di sé come laico, chiamato alla santità: una santità che, se attinge alle fonti genuine e perenni della fede cristiana -la preghiera, l’eucaristia, l’ascesi spirituale, il sacrificio- attinge anche alla fedeltà ai compiti quotidiani sentiti non come un ostacolo ma come un mezzo che la deve favorire e sostenere nel suo lento compiersi, sotto l’azione della grazia.
Guido è certamente un modello per le nuove generazioni: un giovane che ha vissuto in modo coerente ed eroico la sua fede e i suoi doveri di cittadino. La sua esperienza cristiana va tuttavia bel oltre la cronaca e la storia per scriversi accanto a quella di altri che restano per tutti maestri ed esempi di vita cristiana.
(Mons. Filippo Franceschi, vescovo di Padova, nella prefazione del libro di Lorenzo da Fara, Guido Negri un cattolico nel quotidiano, Editrice AVE, 1985)


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